CAMMINARE ALL'ARIA APERTA

Trekking fluviale invernale sul Muson

“il movimento può sostituire molte medicine, ma non esiste alcuna medicina in grado di sostituire il movimento”

 
“che il tuo alimento sia la tua medicina, e la tua medicina sia il tuo alimento"
(Ippocrate)
Sono stati studiati e predisposti tre percorsi in ordine progressivo di difficoltà per avvicinare piu’ persone all’esercizio della passeggiata a passo svelto e far conoscere tutti i benefici salutistici che tutto ciò comporta.
 

 
 
QUANTI BENEFICI CI PUO’ DARE UNA SEMPLICE PASSEGGIATA!
 
Contro il mal di schiena e  la cervicalgia.
 
E’ un’attività motoria validissima, per tutta la colonna vertebrale; costituisce un efficace esercizio di compenso per le strutture del rachide che nella maggior parte delle attività lavorative sono costrette in posture statiche ed ripetitive. Quando, ad esempio, insorge il mal di schiena dopo essere rimasti a lungo seduti, nella maggior parte dei casi, è sufficiente alzarsi in stazione eretta, fare alcuni passi e il dolore passa. Questo avviene perché camminando si riformano le curve fisiologiche del rachide che durante la posizione seduta vengono alterate.
Con un costante allenamento la colonna vertebrale diventa più solida, in particolare, migliora il nutrimento del disco e delle cartilagini articolari, si riduce la sensibilità ai dolori di schiena, aumenta la tolleranza al dolore.
 
Prevenire e curare l’osteoporosi
 
La passeggiata stimola con il carico l’incremento della massa ossea a livello degli arti inferiori e della colonna vertebrale.
Per avere questi benefici non è sufficiente esercitarsi sul tapis roulant in palestra o a casa ma è importante camminare all’aria aperta perché è necessaria l’esposizione alla luce solare per stimolare la produzione di vitamina D. Questa vitamina ha un ruolo determinante nella prevenzione dell’osteoporosi, regola il metabolismo del calcio e garantisce adeguate quantità di calcio per una corretta ossificazione.
 
Esercizi di ginnastica respiratoria
 
E’ un buon accorgimento abbinare la respirazione al numero di passi: iniziare effettuando sei passi inspirando e altrettanti espirando. Poi, con l’allenamento si può aumentare il numero (8-10 e più), senza esagerare, perché lo sforzo provocherebbe rigidità; è bene, invece, procedere senza sforzo; ognuno troverà il suo ritmo e il numero di passi ottimale.
Man mano che si raffina la percezione e la capacità di controllo del respiro, si prende coscienza di come sia importante far durare di più la fase di espirazione rispetto a quella di inspirazione. Il rapporto tra le due fasi può essere di 2/3 o di 3/4: di conseguenza, se, per esempio, si effettuano sei passi inspirando, la fase di espirazione può essere protratta per otto  o nove passi.
Si raccomanda di camminare così per almeno venti minuti al giorno: è una magnifica ginnastica respiratoria.
Infatti, la ginnastica respiratoria è efficace quando è abbinata ad una attivazione organica che richiede bisogno di ossigeno, altrimenti non è sufficiente fare respiri profondi a riposo. Camminando a passo svelto si provoca il bisogno di ossigeno e, contemporaneamente, si soddisfa questo bisogno con respiri profondi: ne consegue una sensazione di calma e di benessere.
 
Agevolano il processo digestivo
 
La stazione eretta, e ancor più la deambulazione favoriscono i movimenti peristaltici. In questo modo si previene la stipsi. Infatti, questo problema, molto spesso è provocato da ansia e carenza di movimento.
 
Stimolare il ritorno venoso e prevenire
 i disturbi circolatori
 
Tutto il sangue venoso degli arti inferiori deve salire fino al cuore compiendo un percorso contrario alla forza di gravità.
Il ritorno del sangue è garantito da diversi meccanismi, fra i quali quello fondamentale è costituito dai muscoli degli arti inferiori che, camminando, si contraggono spingendo come una pompa il sangue verso il cuore. Al contrario la fissità ostacola questo meccanismo. Lo stare a lungo in piedi senza muovere gli arti inferiori, come avviene in numerose attività lavorative costituisce una condizione che ostacola notevolmente la circolazione del sangue negli arti inferiori.
 
Naturalmente per ottenere questi benefici occorre camminare a passo svelto, per un tempo sufficientemente prolungato ed esercitarsi quotidianamente  o, almeno 3 volte alla settimana.
 
 
Nel nostro paese, contrariamente a quello che si pensa, una piccola parte della popolazione cammina razionalmente e con continuità. Pochi sono gli escursionisti che vanno in montagna, pochi coloro che vanno di passo in pianura. I dati statistici delle istituzioni sanitarie parlano di 30 milioni di italiani a rischio malattie cardiovascolari. Si spende tanto per la cura e poco per la prevenzione. Ma la cura senza rieducazione è illusoria se non si cambiano gli stili di vita che prevedano anche l’uso razionale e continuativo del corpo.
PARCO E SALUTE CAMMINARE ALL'ARIA APERTA[...]
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